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Prima di leggere altro

Le nostre scelte

Tra le pagine abbiamo incontrato personaggi che sono diventati nostri amici e ci faranno compagnia per il resto della vita.
Abbiamo visitato luoghi lontani, partecipato a pranzi conviviali e a balli di gala, viaggiato nel tempo e conosciuto mondi creati dalla fantasia di autori geniali.
Ci siamo sentiti liberi di sognare.
Alcuni libri lasciano ricordi indelebili e sono parte di noi.
Suggeritemi quelli che amate di più.

Costruiamo insieme la nostra libreria ideale.

ufficiostampa@moodlibri.it

Massimo

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Centuria
Genere: Narrativa
Autore: Manganelli, Giorgio
Editore: Adelphi
Aggiunto il: 22/01/2013
Consigliato da: 2 lettori
Centuria

Il presente volumetto racchiude in breve spazio una vasta ed amena biblioteca; esso infatti raccoglie cento romanzi fiume, ma così lavorati in modi anamorfici, da apparire al lettore frettoloso testi di poche e scarne righe. Dunque, ambisce ad essere un prodigio della scienza contemporanea alleata alla retorica, recente ritrovamento delle locali Università. Libriccino sterminato, insomma; a leggere il quale il lettore dovrà porre in opera le astuzie che già conosce, e forse altre apprenderne: giochi di luce che consentono di leggere tra le righe, sotto le righe, tra le due facce di un foglio, nei luoghi ove si appartano capitoli elegantemente scabrosi, pagine di nobile efferatezza, e dignitoso esibizionismo, lì depositate per vereconda pietà di infanti e canuti. A ben vedere, il buon lettore vi troverà tutto ciò che gli serve per una vita di letture rilegate: minute descrizioni di case della Georgia dove sorelle destinate a diventare rivali hanno trascorso una adolescenza prima ignara poi torbida; ambagi sessuali, passionali e carnali, minutamente dialogate; memorabili conversioni di anime travagliate; virili addii, femminesca costanza, inflazioni, tumulti plebei, balenanti apparizioni di eroi dal sorriso mite e terribile; persecuzioni, evasioni, e dietro ad una vocale che non nomino, in tralice si potrà scorgere una tavola rotonda sui diritti dell’Uomo. Se mi si consente un suggerimento, il modo ottimo per leggere questo libercolo, ma costoso, sarebbe: acquistare diritto d’uso d’un grattacielo che abbia il medesimo numero di piani delle righe del testo da leggere; a ciascun piano collocare un lettore con il libro in mano; a ciascun lettore si dia una riga; ad un segnale, il Lettore Supremo comincerà a precipitare dal sommo dell’edificio, e man mano che transiterà di fronte alle finestre, il lettore di ciascun piano leggerà la riga destinatagli, a voce forte e chiara. È necessario che il numero dei piani corrisponda a quello delle righe, e non vi siano equivoci tra ammezzato e primo piano, che potrebbero causare un imbarazzante silenzio prima dello schianto. Bene anche leggerlo nelle tenebre esteriori, meglio se allo zero assoluto, in smarrito abitacolo spaziale» GIORGIO MANGANELLI 

Manganelli, Giorgio
Centuria

Giorgio Manganelli (Milano, 15 novembre 1922 – Roma, 28 maggio 1990) è stato uno scrittore, traduttore, giornalista, critico letterario italiano, nonché uno dei teorici più coerenti della neoavanguardia.
Nato a Milano, aveva però genitori di origini parmensi. La madre Amelia Censi faceva la maestra, il padre, di origini umili, riuscì a diventare procuratore di borsa. E Giorgio aveva un fratello più grande, Fiorenzo, che sarà ingegnere. Laureatosi in Scienze Politiche presso l'Università di Pavia, dove fu allievo di Vittorio Beonio Brocchieri, insegnò per qualche anno alle scuole medie superiori e fu in seguito assistente di letteratura inglese presso la Facoltà di Magistero dell'Università degli Studi di Roma "La Sapienza". Si dimise poi dall'incarico nel 1971.
Sposò nel 1946 Fausta Chiaruttini (che aveva dovuto cambiare cognome, in realtà si chiamava Preschern), matrimonio faticoso e breve da cui nacque nel 1947 la figlia Lietta, che fu cresciuta dai nonni. In questi anni fu uno degli scopritori della giovanissima Alda Merini, cui fu legato da un profondo affetto (forse anche da una fugace relazione) testimoniato dalla stessa poetessa quando gli dedicò la sua prima raccolta poetica, ove, immedesimandosi in Euridice, arrivò ad identificarlo in un novello Orfeo. Quando Manganelli si trasferì a Roma nel 1953 collaborò anche con la RAI, dove lavorò a lungo (soprattutto al terzo canale radio), ideando e scrivendo (con Umberto Eco, Alberto Arbasino, Guido Ceronetti, Italo Calvino, Vittorio Sermonti e altri) per esempio Le interviste impossibili. A Roma iniziò anche una terapia di psicoanalisi junghiana con Ernst Bernhard.
Prese parte attivamente agli incontri del Gruppo 63 e fu tra i redattori di «Grammatica». Collaborò con numerosi quotidiani come «Il Giorno», «La Stampa», «Il Corriere della Sera», «Il Messaggero», e a vari settimanali («L'espresso», «Il Mondo», «L'Europeo», «Epoca») e mensili («FMR»).
Fu consulente editoriale delle case editrici Mondadori, Einaudi, Adelphi (dove seguì il suo fondatore Luciano Foà quando lasciò in polemica l'Einaudi), Garzanti e Feltrinelli, e nel 1987 fondò e diresse, con Dante Isella, la Fondazione Pietro Bembo. Fu anche traduttore accurato e molto prolifico e, tra gli altri, tradusse O. Henry, soprannome di William Sidney Porter (Memorie di un cane giallo, 1962), Frederick Spencer Chapman (La giungla è neutrale, 1952), tutti i racconti di Edgar Allan Poe, T. S. Eliot (Appunti per una definizione della cultura, 1952), Henry James (Fiducia, 1946), Tom Hanlin (Una volta sola nella vita, 1947); Eric Ambler (L'eredità Schirmer, 1965 e La frontiera proibita, uscita nel 1997); Ronald Firbank (Il cardinal Pirelli, 1964); George Gordon Byron (Manfred e Lettere italiane, 1985) ecc.
Autore di numerose opere dalla prosa elaborata e complessa, che oscilla spesso tra il racconto-visione e il trattato, Manganelli affermò nella sua Letteratura come menzogna del 1967 che il compito della letteratura è quello di trasformare la realtà in menzogna, in scandalo e in mistificazione, risolta in un puro gioco di forme, attraverso le quali la scrittura diventa contestazione. Nelle opere di Manganelli la parodia e il sarcasmo si esercitano in forme letterarie raffinate e funamboliche.
Le sue numerose interviste sono state raccolte nel 2001 a cura di Roberto Deidier, con il titolo La penombra mentale (vedi Bibliografia). La sua opera poetica è stata publicata sotto il titolo di Poesie, a cura e con uno scritto di Daniele Piccini da Crocetti nel 2006.

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